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Dancing with my TuzkiValeria Ferrari[1] Durante una conversazione in Msn Messenger sono venuta a conoscenza di alcune "emoticons" raffiguranti dei conigli bianchi stilizzati, che mi hanno subito colpita per loro immediatezza espressiva racchiusa in una funzionale sintesi estetica. Le "emoticons" nascono per comunicare visivamente delle emozioni, ma queste gif animate si spingono oltre, rappresentando intere azioni, talvolta piuttosto articolate, ma compiute sempre dallo stesso personaggio. La loro creatrice è Wang Momo, una studentessa di design di Pechino che due anni fa ha pensato di scrivere un diario con il computer utilizzando solo soltanto disegni animati. Dall'inizio del 2007 questi conigli, da lei ribattezzati "tuzki", hanno riscosso un gran successo nelle all'interno dei programmi di "instant messaging". Sullo stesso sito di Msn Messenger è stata messa a disposizione una cartella contenente tutte le gif animate da lei create, che ormai sono circa quaranta, scaricabili gratuitamente. La figura del coniglietto bianco iniziò così ad accompagnare le mie conversazioni in Messenger e un giorno notai che la creaturina sembrava muoversi e ballare a tempo con il brano musicale che stavo ascoltando in quel momento. Mi resi, così, conto che queste "emoticons" potevano venire considerate come singole inquadrature che un appropriato montaggio avrebbe caricato di ritmo narrativo. La "scelta" casuale della colonna sonora si è rivelata estremamente significativa. Il brano sul quale sono state sincronizzate le gif animate è "Dancing with Myself" , realizzato dai "Generation X" nel 1981. Innanzitutto il titolo/ritornello rappresenta perfettamente il coniglietto protagonista che si trova più volte impegnato in danze solitarie. Le caratteristiche compositive ed estetiche delle immagini montate, inoltre, appaiono come una sorta di parodia rispetto ai videoclip girati negli stessi anni Ottanta. In quel periodo, infatti, era molto diffuso l'utilizzo di inquadrature piuttosto statiche che riprendevano i musicisti in atteggiamenti artificiali all'interno di teatri di posa. Il fatto che gli unici protagonisti del video siano delle "emoticons" animate preesistenti riprende le pratiche del radymade e del film di montaggio. Queste però vengono trasposte in un universo di segni dominato dalla comunicazione non verbale e spersonalizzata, in cui l'interazione viene mediata da dispositivi che sopperiscono a limiti spazio-temporali, o spesso solo emotivi. sito: http://www.youtube.com/wa
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